Sè, nè, perchè, vabbè, ahimè

8.8.16




"La saccenteria, intesa come ostentazione noiosa e irritante della propria erudizione, delle proprie cognizioni, spesso superficiali e, talvolta, solo presunte, va a braccetto con l'inettitudine, detta anche dappocaggine."
Ai "saccenti" da un'ignorante che ha piena cosc(i)enza di esserlo.

Gli accenti sono come le farfalle, si posano delicatamente sulle parole ma, in maniera decisa, ne pregiudicano il suono.

Accento acuto: perché (la e va pronunciata chiusa).
Accento grave: è (la e va pronunciata aperta). 

"Ma il tempo che ci è stato assegnato non è poco, di per , siamo noi che ne perdiamo molto."

"Perché, dunque ci lamentiamo della natura? Lei si è comportata bene con noi, ci ha dato una vita lunga, se sappiamo spenderla bene."

"Noi viviamo veramente solo una piccola parte della nostra vita, tutto il resto, infatti non è un vivere ma un passare il tempo. I vizi incalzano e ci aggrediscono da ogni parte, (uno degli accenti più sbagliati, quando ne indica negazione, l'accento è acuto) ci consentono di sollevarci e alzare gli occhi alla luce del vero."
De Brevitate Vitae, Seneca

Po' (nel senso di poco) e non pò (l'apostrofo, non l'accento, indica elisione).

Gli errori grammaticali, per scarsa cura del testo o di battitura, ci possono stare, io ne sono la regina ma, "professare" la buona scrittura e sbagliare non lo accetto, è più forte di me. 

Questo vale un po' dappertutto, in qualsiasi campo; se non si hanno le conoscenze e le competenze necessarie, non si può pretendere di insegnare qualcosa a qualcuno. 

Un saluto grande e al prossimo post ;).



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2 commenti

  1. Che poi se scrivi su un foglio word l'accento sbagliato risulta errore... ma qualcuno è troppo pigro per accorgersene :D

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